Frammenti di volo (di Stefano Aluisini)
Capita
spesso, per chi colleziona fotografie d’epoca, di imbattersi in istantanee stropicciate,
sovente un ricordo dei commilitoni, magari ritratti vicino alle armi o al
proprio mezzo, e con i quali si condivideva le miserie della guerra. I più le
considerano immagini di second’ordine, collocandole tra le meno preziose di
quelle c.d. “animate”. Eppure per me, altrettanto spesso, alcune di queste
fotografie, e soprattutto i volti di chi vi compare, suscitano sentimenti e
interrogativi contrastanti, che vanno ben oltre la semplice curiosità o il
circoscritto contesto storico, spesso peraltro destinato a restare ignoto. Come
nel caso dell’equipaggio di questo bombardiere trimotore italiano CANT Z 1007
bis “Alcione”, che espone ancora sulla fusoliera il “fascio littorio” (quindi
si ritiene ritratto prima dell’8 settembre 1943, ma aerei simili furono usati anche
in seguito dalla Regia Aeronautica confluita al Sud). Se sulla storia tecnica e
militare di questi rari, straordinari e bellissimi velivoli, piuttosto
“moderni” per l’epoca, si sa comunque abbastanza, assai meno si conosce dei loro
equipaggi i quali, durante il secondo conflitto mondiale, effettuarono, a
seconda delle versioni dell’aereo, drammatiche e rischiose missioni di
ricognizione, bombardamento (diurno e notturno), siluramento e soccorso sul
mare. Nei cieli del continente, sui territori gelati della Russia (magari sotto
le insegne della Luftwaffe), sorvolando le dune roventi dell’Africa
Settentrionale così come le acque del Mediterraneo o del Canale della Manica. Di
quegli aviatori, che fossero piloti, navigatori, armieri, marconisti o
motoristi, restano talvolta solo poche e spesso frugali immagini. Con le tute
stropicciate e i piedi nel fango delle piste semi-preparate, il sorriso triste,
un po’ forzato, ma lo sguardo sempre fiero, schierati sul “riposo” all’ombra
del grande trimotore. Probabilmente il frammento di un lungo volo, magari al
ritorno da una rischiosa missione o appena prima del decollo, destinati forse a
non tornare.
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